Le Corbusier e Wright: due modi di concepire architettura. Part 2

Viaggio attraverso la campagna sconfinata americana, l'architettura organica e il razionalismo europeo del '900.

Molte delle considerazioni rappresentate nella prima parte di questo articolo, possono essere riferite ad entrambi, anche per la Robie house a Chicago dell’americano e per villa Stein a Garches (Francia) di L.C. Una serie di edifici realizzati in quegli anni negli Stati Uniti danno vita ad una vera e propria corrente di architettura americana. Questo perché F.L.W. per la prima volta imprime una precisa identità alla sua architettura, che trova la sua vocazione naturale in alcuni valori inviolabili, quali: la famiglia, a cui da molto spazio nella progettazione di ambienti dedicati alle riunioni, e il tanto decantato rapporto con la natura (si veda anche casa a Taliesin West, Phoenix).

Con villa Stein invece L.C. esalta la naturale vocazione di un architetto europeo, che è quella dettata dalla storia: - il modulo, la linearità, la regolarità, l’astrazione. In villa Stein addirittura, l’astrazione assume oltre che un valore simbolico, anche un valore tecnico e formale, perché le pareti, da quelle di tamponamento fino ai divisori interni, sono sospese; ovvero attaccate alla struttura portante costituita da leggerissimi pilotis e non poggiano sul terreno. Così come è sospeso addirittura un intero complesso abitativo progettato dallo svizzero a Marsiglia, la celebre Unité d’habitation. “il costruito qualifica l’ambiente” - “la casa come macchina per abitare”.

Entrambi hanno difeso strenuamente, nel corso della loro carriera professionale, le idee personali; va comunque precisato che sia l’uno che l’altro furono attratti e sperimentarono anche soluzioni antitetiche a quelle da loro comunemente adottate.

F.L.W. che vanta una produzione di oltre 400 opere realizzate e numerose altre non realizzate, tra cui anche casa McCormick a Lake Forest, Chicago, ha supportato la sua attività con numerosi scritti. Al pari di questo, L.C., oltre al costruito, ci ha lasciato numerosi volumi di architettura e urbanistica che denotano soprattutto un atteggiamento critico nei confronti della sua epoca. E’ dal 1930 in poi, però, che si vedono esperimenti diversi. Una maggiore libertà di espressione caratterizzano le loro opere. Un esempio è la casa Errazuriz a tetto inclinato, in legno e pietra, progettata nel 1930 in Cile da Le Corbusier.

F.L.W. ebbe modo di sperimentare successivamente soluzioni diverse in vari periodi della sua vita; morì ultranovantenne a Phoenix, Arizona.

Da giovane tecnico, F.L.W. aderisce alla scuola di Chicago, come tirocinante nello studio di Adler e Sullivan. Insieme a tutti gli altri grandi architetti e ingegneri di quel periodo si concentra per quasi un ventennio, sulla ricostruzione della città, quasi completamente devastata dal terribile incendio del 1871, attraverso l'utilizzo delle nuove strutture in acciaio nelle costruzioni che hanno dato inizio alla nascita dei grattacieli. Esaurita questa esperienza, se ne distaccherà definitivamente per dedicarsi successivamente ai suoi studi personali. Si ricordi la realizzazione del Solomon Guggenehim museum di New York, un vero e proprio trionfo di plasticità del volume. In questo celebre monumento all’architettura moderna F.L.W. rivede la sua tecnica progettuale in una chiave che sembrerebbe appartenere più ai suoi colleghi europei, come fece anche L.C. con la cappella di Notre Dame du Haut (Francia), in cui la modellazione del volume, attraverso linee e superfici curve, raggiunge l'apice della armonia compositiva. Replica Hublot

Ciò dimostra come perfino i maggiori architetti moderni siano capaci di mettere in discussione le loro teorie sperimentando soluzioni diverse, ma raggiungendo ugualmente risultati straordinari, grazie al fatto che mantengono, come prerogativa progettuale, l’anima dell’architettura, vale a dire: - Sensazione e Funzione.

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Bibliografia:

Le Corbusier, “Verso una Architettura”, Longanesi & C, Milano 1984.

Bruno Zevi, “Saper vedere l’architettura”, Einaudi, Torino 1948.

Frank Lloyd Wright, “The Natural House”, Berkley, 1963.

Giulio Carlo Argan “L’arte moderna”, RCS Sansoni Editore, Milano 1990.

Kennet Frampton, “Storia dell’architettura moderna”, Zanichelli, Bologna 1982.

John Summerson, “Il linguaggio classico dell’architettura”, Einaudi, Torino 1970.

Ludovico Quaroni, “Progettare un edificio”, Gangemi editore, Roma 1993.

Rhys Carpenter, “Gli architetti del Partenone”, Einaudi, Torino 1979.

Francesco Negri Arnoldi, Mina Bacci, Bruno Tosacno, Giorgio Falcidia, “Storia dell’Arte” voll. III, F.lli Fabbri editori, Milano 1968. Patek Philippe Replica

James Hackerman, “La villa”, Einaudi, Torino 1993. uhren replicas       

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